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ISDN - Segue approfondimenti alla I parte

Cenni sul cablaggio degli ISPBX

a cura di: Claudio Nobler
Revisori: Claudio Bizzarri, Franco Pirri


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ISDN - Segue approfondimenti alla I parte: cenni sul cablaggio degli ISPBX
 

Sommario

In questo gruppo di slide tratteremo un ulteriore approfondimento alla prima parte della lezione su ISDN.
Si è già detto che ISDN è la "rete numerica integrata nelle tecniche e nei servizi" ed abbiamo visto che cosa si intende con tale concetto. Abbiamo anche parlato degli ISPBX i centralini telefonici per ISDN.
Ora vogliamo porre l'attenzione su un'altro aspetto particolamente importante per l'utente: il cablaggio degli ISPBX privati all'interno di un edificio: è quindi utile fare un cenno ai sistemi tradizionali e al sistema innovativo di cablaggio integrato fonia-dati.

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La struttura della rete telefonica tradizionale all'interno di un edificio


La rete telefonica atta a realizzare i collegamenti necessari per un centralino telefonico privato all'interno di un edificio viene realizzata ancora oggi, anche per i nuovi impianti, quasi sempre secondo i metodi tradizionali, del resto il cablaggio della rete per un ISPBX non differisce dal cablaggio dei centralini telefonici in genere. La rete telefonica privata è generalmente organizzata su tre livelli:
  1. Cablaggio orizzontale (di piano).
  2. Cablaggio verticale (tra i piani di uno stesso edificio).
  3. Rete di Campus (tra edifici posti all'interno di un fondo privato).

Tutta la rete, dall' ISPBX alle prese telefoniche, è composta da soli elementi passivi e presenta una topologia a stella.
L'elemento base di questa struttura è il permutatore (come esempio nella slide 1/4 ne è riportata una foto). Esso è un armadio che presenta due lati: sul lato centrale vengono attestati i conduttori provenienti dall'unità centrale dell'ISPBX e sul lato rete vengono attestati i conduttori verso i terminali telefonici interni.
Il collegamento dei cavi telefonici al permutatore avviene tramite le "strisce di permutazione" su di esso installate.
La connessione tra i conduttori attestati sulle strisce dei due lati del permutatore avviene tramite "permutazioni" cioè collegamenti interni al permutatore atti a stabilire il collegamento fisico tra i conduttori attestati su i due lati. Se ad esempio si ha la necessità di trasferire un terminale mantendo lo stesso numero identificativo interno è sufficiente rifare una permutazione, senza andare a toccare né i cavi di rete, né i cavi di collegamento alla centrale.
Le strisce di permutazione possono essere dei seguenti tipi:
Dal lato rete del permutatore si riparte con cavi telefonici multicoppie (esempi: 11 cp. , 22 cp. , 33 cp.) i quali costituiscono il cablaggio verticale fino alle cassette di derivazione di piano. Esse sono delle morsettiere sulle quali da un lato vengono attestati i cavi multicoppie provenienti dal permutatore e dall'altro lato tanti cavetti a 1, 2 o 3 coppie ognuno dei quali termina con una presa per il terminale telefonico (cablaggio orizzontale). Talvolta ad una cassetta di derivazione possono essere attestati anche altri cavi multicoppie per raggiungere un'altra cassetta; in altri casi invece ogni cassetta viene collegata direttamente al permutatore. La scelta tra i due metodi va valutata caso per caso.
Naturalmente alle cassette di derivazione le connessioni sono rigide (cioè non vengono eseguite permutazioni).

Le norme vigenti in Italia per l'installazione degli impianti telefonici interni sono le norme CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) CT 103.

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Il cablaggio integrato fonia-dati (premessa).


In un qualsiasi edificio, oltre agli impianti per la trasmissione dell'energia (impianti elettrici), possono coesistere una serie di impianti per la trasmissione di informazioni: E' evidente che, pur nel rispetto delle norme CEI riguardanti l'installazione degli impianti suddetti, quando il loro numero, la loro complessità e l'estensione degli stessi e degli ambienti cresce, diventa difficile progettare, installare e manutenere il tutto in modo ottimale: il rischio è quello di trovarsi davanti ad un "groviglio" di cavi di notevole ingombro, di tipo diverso, ognuno con la sua presa terminale diversa, ecc... da non "capirci più niente" specie quando si abbia la necessità di sostituire o trasferire apparecchiature.
Di nuovi sistemi di cablaggio venne avvertita l'esigenza nel 1985 da parte di associazioni americane di industrie per le telecomunicazioni e per i computer quali TIA (Telecommunications Industries Association) ed EIA (Electronic Industries Association).

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Caratteristiche del cablaggio integrato fonia - dati


Un sistema di cablaggio integrato fonia-dati è un sistema innovativo di cablaggio capace di supportare vari impianti di diversa natura utilizzando un numero ridotto di elementi e, nota bene, una unica presa telematica universale, che viene configurata come telefonica, dati, LAN o altro, mediante istradamento su appositi permutatori.

Lo scopo del cablaggio integrato fonia - dati è volto a realizzare le seguenti caratteristiche:
Per un edificio, il cablaggio con queste caratteristiche, non è soltanto un sistema di interconnessione ma diventa una risorsa vera e propria, condivisibile da un alto numero di utenti e base di sviluppo e crescita del sistema informatico.
L'edificio diventa in questo modo predisposto per i vari cambiamenti tecnologici perché capace di adattarsi facilmente alle mutevoli esigenze telematiche dell'utilizzatore o di altri utilizzatori che potrebbero subentrare nello stesso edificio.

Infatti con questo sistema, la rete fisica è in grado di distribuire fonia e dati ad esempio per:
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La struttura del Cablaggio Integrato fonia - dati


Un sistema di cablaggio integrato è anch'esso, come la rete telefonica tradizionale, organizzato secondo i tre livelli sopra descritti ed anche in questo caso esiste un armadio che costituisce l'elemento centrale del sistema di cablaggio. Naturalmente cambiano gli elementi utilizzati.
All'armadio centrale del sistema di cablaggio si collegano le unità centrali dei vari sistemi (ISPBX connesso tramite il lato rete del permutatore telefonico, HOST, centrali di allarme, TVCC, ecc...) e da esso si riparte con il cablaggio verticale che è costituito da dorsali tra i piani sulle quali degli elementi attivi (HUB) rilanciano i segnali dopo averli concentrati. Le dorsali possono essere realizzate tramite cavi di diverse categorie specificate nelle norme ed anche a fibre ottiche.
Un aspetto al quale prestare particolare attenzione riguarda proprio la tipologia dei cavi da utilizzare. Si tratta infatti di una scelta delicata che va valutata caso per caso. Infatti si deve tenere conto delle diverse caratteristiche dei cavi considerando attenuazione, diafonia, ecc... in relazione alla tipologia delle reti di calcolatori che si intende impiegare e delle distanze in gioco.
Il cablaggio orizzontale si presenta con un armadio di piano in cui sono concentrati, con tipologia stellare, i collegamenti verso le prese d'utente realizzati con cavi a in genere a 4 coppie terminate con connettori "plug" di tipo RJ45, uguali per tutte le prese, spesso installate a "punto doppio" cioè due prese per ogni terminazione di rete per l'utilizzo di altrettante utenze dati e/o fonia a seconda delle esigenze attuali o future.

I sistemi di cablaggio si suddividono in:
Le norme di riferimento per il cablaggio integrato per edifici commerciali di tipologia "uffici", sono le seguenti:
Altre norme di riferimento per il cablaggio integrato sono le seguenti:

Per ulteriori informazioni, un buon libro è il seguente:
Titolo: Reti locali.
Sottotitolo: Dal cablaggio all'internetworking.
Autori: S. Gai, P.L. Montessoro, P. Nicoletti.
Editore: Scuola Superiore G. Reiss Romoli - L'Aquila (Italia).
ISBN: 8885280226

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Ultimo aggiornamento: 10 settembre 1997
 




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