L'informazione video, nella forma digitale, porta molti vantaggi: affidabilità di trasmissione, alta qualità, notevole flessibilità di applicazioni. Lo svantaggio principale consiste però nel bitrate eccessivamente alto per i mezzi di memorizzazione e per i canali di trasmissione attualmente disponibili. Ad esempio, un segnale televisivo PAL, digitalizzato a 8 bit, richiede un bitrate di quasi 200 Mbit/s, mentre un segnale in alta definizione richiede circa 1 Gbit/s; i mezzi di memorizzazione attualmente disponibili (CD-ROM, DAT) danno invece un bitrate di circa 1.5 Mbit/sec. Per ottenere un bitrate a questi livelli si rende necessaria una compressione dei dati video, sia con perdita d'informazione che senza.
Il recente sviluppo delle tecnologie video digitali ha reso possibile l'utilizzo delle tecniche di compressione video nelle telecomunicazioni (teleconferenza, video telefonia, ecc.). Di conseguenza, la standardizzazione delle tecniche di compressione è diventata un problema di principale importanza, poiché soltanto in questo modo è possibile ridurre gli alti costi delle apparecchiature di compressione immagini e risolvere il problema dell'interfacciamento tra apparecchiature realizzate da costruttori diversi, favorendo così la diffusione di questo tipo di dati. La definizione di un efficace algoritmo di compressione per sequenze video permette infatti di ridurre la mole di dati originaria a valori ragionevoli, che sono più facilmente gestibili dagli attuali mezzi di trasmissione e di memorizzazione.
Per questi motivi l'ISO (International Organization for Standardization) si è assunta il compito di sviluppare uno standard per la memorizzazione di video digitali, e dell'audio ad essi associato, su dispositivi come CD-ROM, DAT, nastri, dischi ottici, ecc. e per la trasmissione di questi video nei vari canali di telecomunicazione (reti ISDN, LAN, MAN, ecc.) ed ha così creato il Moving Pictures Experts Group (MPEG appunto, che fa parte dell'ISO-IEC/JTC1/SC2/WG11). L'attività dell' MPEG copre la compressione dati video, la compressione dati audio (in quanto ad una sequenza video è generalmente associato dell'audio) ed inoltre si occupa anche della sincronizzazione audio-video.
Fino ad oggi sono state proposte varie versioni per lo standard MPEG, alcune delle quali sono ancora in via di sviluppo.
MPEG-1: progettato per la codifica di immagini in movimento e per l'audio ad esse associato, in forma digitale, con un bitrate che arriva fino a circa 1.5 Mbit/s.
(International Standard IS-11172, completato nell'ottobre del 1992).
MPEG-2: progettato per la codifica generica di immagini in movimento e audio ad esse associato.
(International Standard IS-13818, completato nel novembre del 1994).
MPEG-3: confluito in MPEG-2.
MPEG-4:progettato per la codifica audiovisiva a bassissimo bitrate.
(Prima stesura nell'ottobre del 1995).
Esistono in commercio alcuni apparecchi e programmi che operano con sequenze video digitali, che utilizzano o prevedono la compressione video tramite MPEG; lo sviluppo di nuove tecnologie rende inoltre possibile includere queste funzioni in microprocessori, permettendo così l'elaborazione direttamente da computer.
Ultimo aggiornamento: 21-Mar-1996
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