Prima di iniziare la carrellata delle possibili configurazioni
è necessario fare una puntualizzazione: Proteggere una
rete non vuol dire solamente schermarla da una rete esterna, ma
anche impedire che utenti non autorizzati possano usufruire di
dati particolari (sensitive data) e far si che utenti legittimi
usino in modo "trasparente" tali insiemi di dati e tutte
le altre risorse di rete.
Nelle reti TCP/IP il termine multi-homed host indica un host che ha più di una scheda di rete, e normalmente ogni scheda di rete è collegata ad un segmento di rete differente. Storicamente tale tipo di host instradava il traffico tra le varie reti effettuando la cosiddetta operazione di routing. E' necessaria una precisazione riguardo al significato di router e gateway: con il primo si indica un dispositivo che agisce fino al terzo livello di riferimento OSI (livello di rete) con la funzione di instradare i pacchetti di rete; la stessa funzione viene effettuata dal secondo che però opera fino al settimo livello di riferimento OSI (livello applicativo).
Nel dual-homed host (due distinte schede
di rete) la funzione di instradamento (routing function) può
essere attivata oppure disattivata. Nel caso in cui si disattivi tale funzione, il dual-homed host effettua un vero e proprio isolamento tra i due segmenti di rete pur consentendo, ad utenti posti su reti distinte, di usufruire di una stessa applicazione posta sul dual-homed host stesso; se tale applicazione
lo consente, le reti possono anche condividere dati, tutto ciò,
senza che vi sia un effettivo interscambio di pacchetti tra rete esterna e rete interna.
(FIGURA 13)Risulta a questo punto ovvio come il dual-homed host possa essere usato per isolare una rete da un'altra a patto che venga disabilitata la funzione che inoltra i pacchetti tra le due reti (ip-orwarding function). Per non compromettere il livello di sicurezza instaurato dall'uso del dual-homed host non deve essere permesso a nessun utente di entrambe le reti di loggarsi direttamente dentro il dual-homed host; questo perché tale host è il punto di connessione centrale tra la rete interna e quella esterna. Così sul dual-homed host che effettua la funzione di FIREWALL vengono eseguiti degli applicativi che vengono definiti store-and-forward services come SMTP o NNTP che gestiscono lo smistamento di e-mail e news tra le due reti con l'ausilio di tavole di filtraggio opportunamente configurate.
Comunque il più grande pericolo per la sicurezza di rete sorge quando un utente ottiene l'accesso diretto al dual-homed host, pertanto tale acceso deve avvenire solamente a seguito di una complessa operazione di autentificazione che può comportare anche l'uso di schede magnetiche. D'altra parte è anche importante rimuovere dal dual-homed host tutti i programmi, utilities e servizi che potrebbero essere danneggiati da un intrusore ed inoltre è consigliato effettuare una serie di operazioni che tendono a migliorare il livello di sicurezza raggiunto, come per esempio effettuare una partizione dell'hard disk, lasciare disponibili solamente i servizi strettamente necessari ecc. ecc..
Questa puntualizzazione rappresenta il la messa in
atto di una politica di sicurezza e di una educazione alla sicurezza
che è importante quanto sistemi HW e SW appositamente
dedicati.
Torniamo alla descrizione delle varie configurazioni
possibili di FIREWALLS; un dual-homed host come appena è
stato descritto con relativo collegamento rappresenta anche un
bastion host (o host fortezza).
(FIGURA 15)Data l'importanza del bastion host all'interno del sistema di sicurezza, spesso si pone una prima linea di difesa tra la rete esterna e quella interna dove il bastion host viene inserito; la prima linea di difesa può essere rappresentata da uno screening router opportunamente configurato secondo la politica di sicurezza scelta. Ovviamente tutti i pacchetti che ottengono il permesso di accesso alla rete interna devono essere diretti verso il bastion host. In questo modo un intrusore che voglia entrare nella rete privata (o interna) dovrà prima eludere le regole di filtraggio dello screening router e quindi i controlli effettuati dal bastion host.
Questo usa le funzioni del livello di applicazione
per capire se il pacchetto può essere inoltrato oppure
no, eseguendo quindi un ulteriore controllo sugli header dei pacchetti.
(FIGURA16)
Un'altra configurazione realizzabile è quella che si ottiene ponendo dopo lo screening router un dual-homed host con entrambe le interfacce di rete configurate e collegate a due segmenti distinti di rete. Si viene cosi a creare una rete intermedia definita appunto zona demilitarizzata (DMZ) che, non contenedo alcun host al suo interno, può essere anche costituita fisicamente da una linea dedicata point-to-point adottando magari anche un protocollo a se stante che aumenterebbe le difficoltà di penetrazione da parte di un intrusore esterno. Un host può essere collegato, tuttavia, alla DMZ in modo promiscuo, cioè tale da permettergli di vedere tutti i pacchetti che fluiscono attraverso tale rete e non soltanto quelli indirizzati a se stesso svolgendo una funzione di controllo e monitoraggio delle connessioni esistenti.
Ponendo due bastion host in serie con entrambe le interfacce di rete configurate e collegate a segmenti di rete distinti si ottengono due DMZs. La seconda può essere utilizzata come una rete ultraprivata, la quale risulta schermata sia da intrusori esterni che da operatori interni.
Un compromesso tra sicurezza e comunicabilità può essere fatto ponendo sulla prima DMZ un host contenente pubbliche informazioni ma che risulta così esposto più facilmente ad attacchi esterni.
Risulta ovvio, a questo punto, come le configurazioni
possibili ed adatte al particolare caso siano praticamente infinite,
per cui è inutile dilungarsi oltre in combinazioni di bastion
host e screening router; passiamo quindi ad un altro componente
Firewall.
(FIGURA18)La rete isolata prende nome di Screened Subnet o sottorete schermante e spesso contiene al suo interno almeno due application-level gateway (trattati successivamente) che svolgono la funzione di bastion host pur conservando l'accesso interattivo ai servizi resi condivisibili ad entrambe le reti. Dato che l'unico punto di accesso alla sottorete avviene tramite l'application-level gateway risulta molto difficoltoso da parte di un intrusore bypassare l'intera sottorete, in quanto dovrebbe riconfigurare la stessa sottorete ed anche quella interna; tutto ciò eludendo la sorveglianza dei bastion host.
(FIGURA 19)La configurazione dell'applicativo che funziona da client all'interno dell'application-level gateway (application proxy) può risultare problematica, pertanto spesso si sceglie di implementare questo livello di sicurezza solamente a determinati servizi come DNS; SMTP, NFS mentre i più usati TELNET, FTP, risultano sufficentemente protetti da appropriate regole di filtraggio di uno screening router.
Per concludere questa carrellata sulle varie configurazioni è utile soffermarsi ancora una volta su di una considerazione: l application-level gateway come il bastion host ed il dual-homed host rimane esposto ad attacchi esterni se non propriamente protetto da uno screening router prima della connessione con la rete esterna.