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Stiamo assistendo ad una veloce evoluzione dell'utilizzo del canale di comunicazione offerto da Internet: molte sono le società provider che propongono servizi mirati a fare della rete il luogo ideale per lo scambio di tutto ciò che è "cultura": così ad esempio il provider Agorà Telematica (http://www.agora.stm.it). Anche giovani scrittori scelgono la rete per divulgare le loro opere a costi notevolmente inferiori di quelli necessari per la carta stampata e con un potenziale pubblico senz'altro più numeroso; ˆ il caso di Marina Joffreau con il suo romanzo L'Ile d'Antas, (http://www.muc.de/~poj/) presentato in ampi stralci sulla sua home page. Alcuni giornali americani hanno optato di pubblicare solo su Internet per ridurre le spese di gestione: come il mensile punto di riferimento politico e sociale dei neri americani, One (http://www.clark.net/pub/conquest/one/home.htm); infine si allestiscono mostre di arti figurative in rete da visitare stanza dopo stanza dal proprio computer.
Accanto a tali aspetti ritroviamo inoltre in rete la divulgazione di software non solo di pubblico dominio ma in taluni casi di software la cui trasmissione e copia sono illegali.
Come ogni altro mezzo di comunicazione tradizionale anche la rete pone quindi il problema di salvaguardare i diritti d'autore, affinché i creatori di opere di intelletto possano trarne il giusto vantaggio senza essere danneggiati da copie illegali o da rimaneggiamenti non autorizzati dei loro prodotti. A fianco sorge perciò il problema della certificazione della paternità di un'opera trasmessa in rete e della vantaggiosità di ricorrere ad un marchio o ad un logo di riconoscimento.
Ultimo aggiornamento: 21 maggio 1996.
Articolo a cura di Massimo Buonopane & Francesco Capanni.